Transizione verde e competenze nel turismo: la Fondazione Toscana Sostenibile alla 13ª Conferenza REDETE 202
Dal basso verso l’alto: come la formazione professionale e le green skills possono rafforzare la resilienza economica della Regione Adriatico-Ionica e dei Balcani Occidentali.
In un contesto geopolitico globale complesso e caratterizzato da forti tensioni e pressioni inflazionistiche che minacciano le catene di approvvigionamento, il settore turistico e dell’ospitalità rappresenta un pilastro economico fondamentale, ma al tempo stesso estremamente vulnerabile alle fluttuazioni delle risorse.
Su questi temi si inserisce il contributo della Fondazione Toscana Sostenibile, presentato da Simone Pagni e Carla Sabatini alla 13ª Conferenza REDETE 2026 (Ancona, 9-10 settembre 2026), all’interno del prestigioso libro degli abstract dedicato a “Geopolitical shifts, economic integration and regional resilience in the Adriatic-Ionian region”.
Il progetto Erasmus+ GreenHost: un modello bottom-up per la filiera turistica
Nel paper, intitolato “Greening the Hospitality Supply Chain: VET Innovation, Green Skills, and Regional Economic Resilience for the Adriatic-Ionian Region and the Western Balkans”, viene evidenziato come la transizione ecologica non possa affidarsi esclusivamente a regolamenti imposti dall’alto (top-down). È invece necessario un approccio incentrato sullo sviluppo di competenze verdi pratiche (green skills) all’interno delle micro, piccole e medie imprese (MSME).
Facendo riferimento ai dati del CEDEFOP (Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale), l’aggiornamento dei profili professionali attraverso la Formazione Professionale (VET) incide fino al 40% dei posti di lavoro attuali, configurandosi come un motore essenziale per la resilienza economica.
Partendo dall’esperienza del progetto Erasmus+ GreenHost (Grant Agreement n. 2024-1-PL01-KA220-VET-000254911), lo studio analizza come i toolkit verdi localizzati e i curricula gamificati possano responsabilizzare il personale alberghiero nel riorientare le catene di fornitura verso modelli a chilometro zero e a corto circuito, proteggendo le economie regionali dai colli di bottiglia logistici transnazionali.
Verso un turismo sostenibile e integrato
Questo approccio si allinea perfettamente con il Pilastro del Turismo Sostenibile della Strategia dell’UE per la Regione Adriatico-Ionica (EUSAIR) – in particolare il Topic 2 – che individua nelle capacità verdi uno strumento strategico per mitigare l’incertezza geopolitica.
Il modello sviluppato all’interno di GreenHost si propone così come un framework scalabile per la convergenza tra la Regione Adriatico-Ionica e i Balcani Occidentali, dimostrando concretamente come la sostenibilità ambientale dal basso si traduca in resilienza macroeconomica.